Nov 27 2009

Poggibonsi in Toscana

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Tra i paesi che più di altri possono vantare i tratti più caratteristici della toscanità vi è sicuramente Poggibonsi, in virtù della sua collocazione nel cuore della Toscana, per la tipicità del suo paesaggio e le attività economiche che lo contraddistinguono.

Il suo stesso nome, dal Latino Podium Bonitii, ossia Poggio di Bonizio, rievoca uno degli aspetti più tipici del paesaggio quali sono appunto i poggi ossia ile colline. Bonizio richiama invece il nome del proprietario dela colina dove intono al 1150 vemnne edificato il castello fortificato.

Nella città vbi sno numerose testimonianze di insediamenti umani risalenti al periodo preistorico e soprattutto al periodo etrusco-romano.
Un itinerario molto interessante suggerito a quanti fossero interessati a delle vacanze in Toscana.

Un itinerario consigliato a quanti si recano in Toscana. la zona è ricca di ville, agriturismi e dimore tipiche davvero particolari.

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Nov 25 2009

UMBRIA BLUES COLLECTION per l’Abruzzo

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UMBRIA BLUES COLLECTION per l’Abruzzo

Un progetto musicale che raccoglie 14 brani

di altrettanti gruppi o solisti umbri di Blues

Il ricavato delle vendite della compilation andrà totalmente a favore del Festival Blues di Poggio Picenze, comune abruzzese tra i più colpiti dal terremoto dello scorso aprile

L’idea di un progetto musicale a favore delle popolazioni colpite dal terremoto in Abruzzo venne annunciata nel corso della conferenza stampa di presentazione di Trasimeno Blues 2009, lo scorso mese di maggio. Oggi l’idea è realtà. La compilation “Umbria Blues Collection per l’Abruzzo, è stata pubblicata proprio in questi giorni. Realizzata anche grazie al contributo della Comunità Montana del Trasimeno e Medio Tevere e dello sponsor Harley Davidson – Perugia, la compilation è una raccolta di brani di tutti i principali artisti umbri di Blues, ed il ricavato delle vendite sarà interamente devoluto al Festival Blues di Poggio Picenze, Comune in provincia dell’Aquila tra i più colpiti dal terremoto dello scorso mese di aprile. Gli organizzatori del Festival, la Pro Loco di Poggio Picenze, hanno accolto con grande entusiasmo l’iniziativa e, presenti con una delegazione alla conferenza stampa di presentazione di Trasimeno Blues, annunciarono la loro intenzione di realizzare comunque l’edizione del 2009 del Festival Blues anche perché incoraggiati da una tale dimostrazione di solidarietà. La Pro Loco ed il Comune di Poggio Picenze saranno presenti anche alla serata del 5 dicembre a Passignano.

L’Umbria Blues Collection contiene 14 brani di altrettanti gruppi o solisti umbri o artisti umbri di adozione che hanno aderito all’iniziativa. Brani di indubbia qualità che denotano una notevole ricchezza del panorama Blues della nostra regione. Ad aprire il cd il Trasimeno Gospel Choir diretto dalla soul singer Crystal White che negli ultimi anni ha scelto di vivere in Umbria e dal 2006 lavora con passione al progetto della corale Gospel del Trasimeno che è diventata ormai una realtà solida ed interessante grazie ad un repertorio originale in cui anche i brani più classici sono interpretati in uno stile innovativo, fatto di arrangiamenti ritmati e dinamici. Seguono i ternani Fred Duna & The Full Optional, tra le band rivelazione della scorsa edizione del festival, che convincono con un loro brano originale in cui il Chicago Blues incontra lo SwampBlues della Louisiana e da cui risulta uno swing infuocato, con sonorità distorte ma dirette e genuine senza inutili virtuosismi. Poi è la volta dei Bluesindrome con un’energica interpretazione di un classico blues di Muddy Waters, Got my mojo working che vede all’armonica il giornalista musicale esperto di Blues Roberto Giuli. Segue un’altra interessante novità del panorama blues umbro, Emanuele Righetti alias Viabriganti One Man Band che presenta una rivisitazione di un classico di Robert Johnson, quasi irriconoscibile perché riproposto in chiave moderna con uno stile molto personale ed originale in cui l’uso coordinato di più strumenti lo porta a sperimentare nuove forme espressive in cui i vecchi pattern ritmici sono modificati per creare un sound moderno dal sapore caldo ma acido e grintoso allo stesso tempo. Seguono gli scatenati musicisti della P-Funking Band, l’esplosiva street band di Perugia che negli ultimi anni è diventata una realtà molto rappresentativa della scena musicale della regione grazie alla loro coinvolgente e frizzante energia che emerge anche dalla loro fresca interpretazione di un brano di Herbie Hancock, contenuto nel Cd. Poi c’è un brano della storica band eugubina dei Rico Blues Combo che per tanti anni ha rappresentato in Italia e all’estero il meglio del blues nostrano partecipando ai più importanti festival e collaborando con artisti del calibro internazionale. Segue un’altra giovane band di recente formazione, la Cjmbaljna Blues Band, nata nel 2005 ma che ha già all’attivo numerosi concerti e alcuni importanti riconoscimenti in concorsi nazionali nonché importanti collaborazioni tra cui quella con il chitarrista Maurizio Pugno (Rico Blues Combo), autore del brano presentato dalla band che vede tra i componenti anche una bella presenza femminile con la batterista Martina Pedrazzoli e la cantante Laura Aschieri che impreziosisce il sound grazie alla sua voce di intensa espressività. Poi ancora la più longeva blues band umbra nata nel 1993, i We Ain’t Drunk, con un loro bramo originale interpretato con gusto e personalità, a cui segue il bluesman londinese da anni residente a Perugia, Andy Martin, che presenta un brano di intensa bellezza tratto dal suo ultimo Cd Chosen Ground. Segue un blues davvero particolare, un brano in cui la musica elettronica del gruppo di Castiglione del Lago, i Mystic Train, supera i confini del blues in senso stretto dando vita ad un Nu-Blues originale e di grande libertà espressiva. Poi ancora vi sono i neonati The Smokestak Roosters, il bluesman gallese più volte protagonista a Trasimeno Blues Rowland Jones, ed infine chiudono la compilation gli Hard Enjoyin’ con il loro elettrizzante e grintoso Rhythm’n’Blues e, da Foligno, la giovane band tributo a Steve Ray Vaughn, i Vox And Trouble.

La copertina del cd è una vignetta dell’artista peruviano Omar Zevallos Velarde, vincitore del primo Trasimeno Blues Cartoon Fest, concorso internazionale di satira disegnata sul Blues.

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ORGANIZZAZIONE

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Informazioni: E – mail: info[at]trasimenoblues.net

Tel.Fax: 075 828489 (dal lunedì al venerdì ore 10.00-13.00)

www.trasimenoblues.it

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Nov 24 2009

Caravaggio in mostra a Roma

Classified in: Lazioluca at 10:47 am

La Galleria Borghese celebra fino al prossimo 24 gennaio il IV centenario della morte di Caravaggio con un’esposizione di alcuni dei suoi capolavori. A rendere ancora più interessante la mostra ci saranno venti dipinti di uno dei grandi artisti della seconda metà del XX  secolo, Francis Bacon, di  cui ricorre,  invece, il centenario  dalla  nascita.
Per la prima volta si incontrano i percorsi artistici di due grandi personalità a distanza di quattrocento anni con opere provenienti dai musei di ogni parte del mondo.

Una agrande occasione rivolta soprattuto a turistic e visitatori che nelle prissime festività natalizie prenderanno d’assalto la capitale.

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Nov 23 2009

A PERUGIA DAGLI USA E DA NEW DELHI PER DIVENTARE SOMMELIER

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Yanique dichiara: Perugia è bellissima e l’Umbria è accogliente e piacevole

  A Perugia, da alcuni mesi, si sta svolgendo un corso “full immersion” indirizzato a giovani stranieri giunti in Italia da U.S.A. e India, per diventare esperti di vino. Di questo compito, si occupa l’Associazione Italiana Sommelier dell’Umbria (www.aisumbria.it) che si è fatta carico anche di una parte delle spese, dando un aiuto ai ragazzi che sostengono la maggior parte dei costi necessari allo svolgimento del corso.

foto usa 2Con la consapevolezza che questo settore, ogni giorno più ricco di nuove proposte da tutto il mondo, abbia bisogno di messaggi umani sempre più forti e mirati, Gabriele Ricci Alunni, Presidente AIS dell’Umbria, ha lavorato per oltre un anno alla realizzazione di un progetto che vuole portare i futuri Sommelier di altre nazioni nei luoghi di produzione regionale e nazionale per far conoscere e toccare con mano le realtà enologiche nazionali.

Mentre mi accompagna ad intervistare gli aspiranti Sommelier gli pongo alcune domande.

Com’è nata l’idea di questo progetto di formazione?

foto usa“Il programma è nato in collaborazione con professionisti ed appassionati che operano nella ristorazione, ma anche in altri campi dell’eno-gastronomia negli Stati Uniti. Il progetto è iniziato a settembre ed ha portato a Perugia giovani che lavorano o vogliono inserirsi nel mondo della ristorazione o della distribuzione, e desiderano frequentare in Full Immersion il corso per sommelier”. E’ un progetto importante a cui vogliamo dare seguito, e spero che in futuro le Autorità Istituzionali ci diano un aiuto economico per sostenere una parte delle spese necessarie allo svolgimenti dei corsi”.

E’ un bell’impegno quello che si è preso l’AIS ed un’importante responsabilità non crede?

“Certamente. Ma l’esperienza che l’Associazione in campo eno-gastronico é di tutto rispetto. Forte di una esperienza quarantennale e di una didattica apprezzata a livello internazionale, può lavorare alla formazione di Sommelier residenti in varie parti del mondo come Stati Uniti, Giappone, Germania, Lussemburgo, Repubblica Dominicana, Brasile, tanto per fare degli esempi, ma portare gli studenti nelle nostre zone eno-gastronomiche il messaggio ha un altro valore ”

Presidente quali sono in oltre le materie di studio che stanno affrontando i ragazzi?

Storia, cultura, tradizione, metodi culturali, metodi di vinificazione, conoscenza dei prodotti tipici, geografia enologica nazionale, abbinamento cibo vino, sono le materie, insieme a tante altre, che in questi mesi i ragazzi stanno studiando, ma la particolarità del progetto è quella di far vivere e toccare con mano il territorio regionale. Infatti, sono previste varie attività pratiche lontano dall’aula didattica quali visite a cantine, partecipazione alla vendemmia, alla raccolta delle olive, alla produzione del formaggio e dei salumi, alla lavorazione del cioccolato, alla raccolta di funghi e tartufi, oltre a stage con chef per la preparazione di piatti tipici. Preparati relatori trasmettono tutte le nozioni didattiche in aula e durante le varie attività culturali e dimostrative. Il tutto rigorosamente il lingua inglese per poi passare delicatamente anche alla terminologia tradizionale italiana. Credo che anche questa sia ospitalità.

In pratica possiamo dire che questi giovani possono diventare i comunicatori del vino italiano all’estero?

Credo proprio di si, ma anche della tradizione gastronomica italiana. Chi si occupa di comunicazione dell’enogastronomia, sa quanto sia importante la conoscenza dei luoghi, dei territori e dei personaggi che operano nel settore.

Finalmente arriviamo in aula ed é una strana sensazione quella che mi prende non appena conosco i cinque giovani che stanno frequentando il corso A.I.S. a Perugia per diventare Sommelier.

Forse perché mi aspettavo di trovare dei ragazzi super o perché siamo legati la mito americano della perfezione e del “so tutto io e sono il più bravo”!

Invece vengo accolto con gentilezza e gli studenti ,possiamo chiamarli così, dimostrano nei miei confronti una certa curiosità, aspettandosi forse l’insegnante del giorno, ed offrendomi un caffè americano con latte…buono direi!

Proprio così. Noi, italiani d’oltre oceano (una volta tanto siamo noi quelli “d’oltre oceano”), facciamo scuola su una delle materie che conosciamo meglio e su dei prodotti del nostro “Bel Paese” più conosciuti ed invidiati: il vino.

Intendiamoci: non solo sul vino in quanto i corsi AIS abbracciano molteplici argomenti ad esso correlati, come il cibo, gli spumanti, l’olio e così via.

I nostri studenti si siedono indossando la divisa del loro Istituto, di colore cremisi con bordi neri, ed aprono il loro quaderno ed i libri aspettando pazienti che l’insegnante, quello vero, cominci a parlare.

Sono quattro ragazze americane ed un ragazzo indiano, tutti lavorano nel proprio paese nel campo dell’eno-gastronomia.

Faccio loro delle domande alle quale, gentilmente e con professionalità, rispondono a turno.

Perché avete deciso di frequentare un corso in Italia per diventare Sommelier?

Leah, 23 anni, che vive a Sanbornton nel New Hampshire, risponde “ho una forte passione per il mondo del vino e lavoro in enoteca. Credo che diventare Sommelier mi possa aiutare nella carriera professionale ed ad accrescere la mia esperienza”.

Davij, 22 anni, unico ragazzo presente del gruppo, che vive a New Delhi continua “la mia famiglia ha un ristorante e spero che frequentando il corso AIS riuscirò ad introdurre in India la passione per il vino. Il mio sogno é quello d’intraprendere la carriera di importatore di vini e distillati. Desidero crescere professionalmente in questo settore, ed imparare a capire bene i vini europei e soprattutto quelli italiani”.

So che in America i Sommelier sono molto richiesti. Dove lavorano prevalentemente?

Yanique, 37 anni, vive a Smyrna nel Tennesse, è la più matura del gruppo, mi racconta che “in America ci sono pochi Sommelier e lavorano prevalentemente nei Top Hotel, a quattro e cinque stelle. Sono venuta in Italia per approfondire la mia cultura sul vino, in quanto da noi non esistono corsi specifici come questo che sto frequentando, ma l’insegnamento viene fornito in college ad indirizzo alberghiero dove si insegnano molte materie, senza approfondire la conoscenza sui prodotti vinicoli europei”.

Interviene Astrid, 26 anni, vive a Ocean Beach nello stato di New York, “in questi mesi di corso abbiamo visitato alcune cantine umbre e siamo venute a conoscere importanti realtà che ci hanno aiutato anche a proseguire meglio nel corso AIS. Certo, i vini italiani sono più difficili da capire di quelli studiati da noi in America”.

Faccio una domanda un po’ provocatoria e chiedo se i Sommelier Italiani sono più bravi di quelli che lavorano nel loro paese.

Mi risponde Morgan, 25 anni, anche lei di Ocean Beach ed è il tutor del gruppo, parla abbastanza bene l’italiano e afferma che “non è una questione di bravura, ma di conoscenza. Credo che in Italia sia più profonda ed il servizio del Sommelier sia sostanzialmente diverso. Noi, al termine del corso, avremo acquisito una professionalità maggiore rispetto ai nostri colleghi che hanno studiato solo in America o in India, e ci sentiamo già adesso più sicuri per il lavoro che affronteremo in futuro”.

In verità, mi sono sembrati un po’ tesi durante la nostra piacevole chiacchierata, forse si aspettavano domande sul vino italiano…che io, ovviamente, non ho rivolto loro.

L’insegnate del giorno, il Sommelier umbro Romeo Mancini, sorridendo, mi dice che “sono un po’ tesi. Hanno veramente una grande sete di conoscenza e per loro è una situazione nuova quella che stanno vivendo durante questo mesi di full immertion sul vino italiano. Aggiungerei che sono preoccupati anche per l’esame finale che li attende al termine del corso”.

Finisco il mio caffè americano, stringo la mano a tutti e gli auguro di diventare bravi come i nostri Sommelier. Chissà se l’augurio è stato gradito? Io spero di si ma una cosa è certa: il nostro vino è studiato ed apprezzato in tutto il mondo e questi giovani talenti lo faranno conoscere ed apprezzare ancora di più. Grazie ragazzi ed in bocca al lupo per gli esami.

Ennio Baccianella

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Nov 20 2009

Capodanno in montagna: Abetone

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Offerte Capodanno in Toscana. Capodanno, come dice il termine stesso è il capo ossia il preludio di un anno. Poiché è un inizio è ovvio che si festeggi  al meglio.

Ciascun anno la notte del 31 dicembre si infiamma di tanti colori, il cielo luccica, sono tanti quelli che osserveranno il diffondersi della luce nel cielo a festa insieme agli amici.

Nella notte del Veglione di San Silvestro al tocco della mezzanotte è d’obbligo per usanza brindare al nuovo anno in compagnia, milioni di bottiglie di spumante  e di champagne vengono stappate nel medesimo attimo in ogni parte del pianeta è una consuetudine a cui non si può fare a meno  è la festa più briosa dell’anno, da gustare per tutta la notte fino allo spuntare dell’alba.

La notte di Capodanno  è anche la notte dei desideri, ciascuno di noi  pensa al passato con una presa di tristezza  e guarda nel cielo manifestando il suo desiderio.

Ma qual è il luogo più adatto per trascorre un bel capodanno con tanto di Veglione di San Silvestro e cenone di fine anno ?

L’arrivo dell’inverno e delle tante nevicate registrate sull’Appennino Toscano in questo mese di novembre, rappresenta un preludio ad una stagionale invernale con abbondanti nevicate per il piacere degli amanti dello sci.

E’ quindi preferibile come meta adatta per un Capodanno in montagna con i “fiocchi” soprattutto la  Toscana, location sicuramente già presa in considerazione dai tanti turisti che si sposteranno per il Capodanno all’Abetone, ma anche per l’imminente Ponte dell’Immacolata.

Per idee su dove trascorrere il ponte dell’Immacolata o il Capodanno in Toscana, il  portale  toscanavacanzeonline, sito di informazione turistica della Toscana, è pronto a fornirvi utili consigli  sul come prenotare i migliori pacchetti delle offerte Capodanno per la Montagna Toscana, su dove poter alloggiare e sui vari servizi del luogo.

Per maggiori dettagli consultare il sito:

http://www.toscanavacanzeonline.it/capodanno/capodanno-in-toscana-dalla-citta-alla-montagna/


Nov 03 2009

La Festa di San Calogero

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I festeggiamenti per San calogero ad Agrigento, benchè non sia il Santo Patrono della città, non hanno eguali probabilmente in nessun altro angolo del mondo.
I festeggiamenti iniziano la 1^ domenica di luglio alle 7 di mattina con “l’alborata” e lo sparo di mortaretti e con la ” Fiera” di equini, bovini, ovini, attrezzi agricoli tradizionali e moderni e si conclude la domenica successiva con la processione seguita dal corteo dei carretti siciliani, dai muli e dagli animali “parati”.
Tradizione vuole che durante la festa i cittadini gettino verso la statua del santo dei pani, aromatizzati col sesamo e detti di San Calogero. Questa usanza è un tributo alla memoria delle gesta del santo che  durante l’epidemia portava pane agli affamati.

A cura di

Case vacanze in affitto ad Agrigento

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